Il retail concept design. Progettare il negozio partendo dalle idee.

progettare il negozio

Il Retail concept design nell’era della comunicazione globale, dove la lotta alla conquista dei mercati da parte dei numerosi brand esistenti è spietata, è diventato di fondamentale importanza per realizzare un punto vendita di successo.

Nel progettare il negozio, lo store monomarca o multimarca, si devono tenere presenti i comportamenti e le reazioni emotive dei clienti. Lo store concept design è quella area del design concettuale che è preliminare alla produzione del vero design di interni e che tende a stabilire quali devono essere i comportamenti e le risposte emotive dei clienti nei confronti della shop experience o che tende comunque ad interpretare i gusti e i bisogni emotivi del mercato per poter soddisfare a pieno le esigenze di un determinato target di utilizzatori dei servizi o di acquirenti.

Il progetto di un negozio, sia esso di grande o piccolo taglio immobiliare, food o no-food, deve poter dare il massimo in termini di risposta e di soddisfazione dell’utente. Una progettazione generica non può arrivare a percepire le sfumature emotive e di comportamento. Il concept design è una indagine, spesso una sperimentazione sottile che permette di massimizzare la risposta emotiva positiva da parte del cliente, preliminare alla vera progettazione di arredo o edilizia. E’ quella terra di confine e di esplorazione dei livelli sottili della comunicazione che solo un designer con grande esperienza e sensibilità, ma anche con un background di sperimentazione, può arrivare a definire.

E’ necessario partire dalle idee intese come ispirazioni, per poter definire un prodotto di retail interior design di assoluta qualità e efficacia in termini di risposta commerciale. Un approccio ala progettazione senza idee e precise ispirazioni o strategie  è solo il disegno di forme senza anima e  senza appeal commerciale.

Retail Concept,  ovvero idee e strategie al servizio della creatività.

Nel progettare negozi ci si deve avvalere di una strategia di comunicazione oltre che commerciale o funzionale, che permette di creare quella realtà virtuale, quell’area di interazione fra venditore-cliente di carattere ideale, in cui le relazioni e gli scambi sono regolati e stimolati da precise  regole o idee.

Questo è il vero obiettivo del concept design: creare una realtà virtuale, un modello di interazione, un gioco in cui i vari soggetti si possano identificare e si sentano parte di un medesimo contesto relazionale: il venditore e l’acquirente si sentiranno di appartenere ad un mondo che si conforma alle loro esigenze e lo scambio potrà quindi avvenire sulla base di una affinità elettiva che unisce e facilità le relazioni.

La progettazione retail quindi è spesso la ricerca di una metafora, di una narrazione, di una logica di interazione che permette di sentirsi calati in un contesto, in un’epoca, in una dimensione nuova e attraente. Il negozio allora diventa una fiera ottocentesca, una metropoli futurista, uno spazio etereo in cui fluttuare, una valle fiorita in cui passeggiare o una spiaggia tropicale. Ogni idea è alla base di una strategia di comunicazione precisa e riferita al target dei clienti che vorranno approcciare il prodotto.

In definitiva quindi il concept non è solo un’idea, ma un progetto vero e proprio fatto di precise analisi quantitative, di ricerca di gusto e di tendenza, di analisi cromatiche, olfattive, acustiche. E’ l’insieme degli stimoli sensoriali uniti con criterio progettuale ma sulla base di una elevata dose di creatività. Questo significa che il concept  diventa l’elemento che fornisce identità alla marca, la quale, prima di tutto, dovrà essere sottoposta a un processo di analisi che possa sviscerare tutte le sue componenti fino ad arrivare alla definizione di un piano creativo.  La comunicazione è parte integrante di un progetto creativo di interior design: esiste prima  un concept di strategia: nella fase di produzione poi c’è bisogno di uno studio dettagliato: ad esempio, mentre in una frase come “Dove c’è Barilla, c’è casa” è semplicemente definita la promessa, uno spazio retail  ha invece una struttura complessa, non chiusa in sé stessa, perché si tratta non solo di un prodotto tridimensionale di comunicazione, ma anche di un prodotto di servizio.

Quindi alla domanda: ma il concept è idea, progetto,  strategia o creatività? In realtà è tute queste cose messe insieme. Definisce gli obiettivi di business, legando obiettivi di guadagno alla creatività.

Successo commerciale con le strategie creative della progettazione retail

La fase di sviluppo del concept usata nella  progettazione dei negozi è fondamentale per lo sviluppo creativo ed è anche molto articolata.

Cruciale è il ruolo svolto, in tutte queste fasi, dal concept designer che è la figura che durante tutta la durata del progetto garantisce che i concept iniziali, definiti in base ad una analisi e strategia e di input commerciali, vengano coerentemente rispettati e non si operi uno stravolgimento nel momento in cui si vanno a concepire gli elementi di arredo ed edilizi. In sostanza il concept designer è un garante della continuità delle idee e della coerenza del progetto. Alcune delle sue attività percorrono tutto il progetto, mentre altre incidono particolarmente in momenti specifici.

In sostanza la realizzazione di un concept store di alto livello ha bisogno di tre fasi principali di sviluppo del progetto:

1. Fase di analisi

2. Fase di creazione della strategia

3. Fase di produzione progettuale

Nell’ambito delle diverse fasi di analisi ci sono diverse aree di lavoro e di ricerca da sviluppare,  secondo i diversi casi. Le principali aree di analisi per esempio possono essere:

– Analisi della concorrenza: benchmark e statistiche di mercato;

– Analisi della semiotica: studio della percezione dell’immagine aziendale presso il pubblico;

– Analisi del contesto: bacino utenza, target di utenza;

– Analisi del marketing mix: analisi del gusto e dei comportamenti del mercato;

– Analisi del Concept Test: analisi della usabilità e dei comportamenti generati dal prototipo progettuale;

In questa fase sono definiti, in linea di massima,  l’arredamento dei negozi e l’architettura interna del punto vendita.  La definizione progettuale ha carattere di idea, di spunto, di evocazione, di accostamento di forme e di colori. Il progetto è più che altro un mix di forme e colori, di funzioni e di aree di attività che devono rispondere in maniera positiva e in linea con le analisi di contesto.

La definizione dell’architettura del  negozio vera e propria dovrà attendere la fase  esecutiva del progetto. Prima di passare alla esecuzione è necessario capire il comportamento indiretto dell’uso di determinati concept di immagine relazionandoli con le campagne di comunicazione, con le varie strategie di pubblicizzazione e il loro mix, con i media in generale. Fondamentale è l’uso della grafica editoriale, dell’analisi del publishing, della comunicazione stampa, video e audio. Il concept deve anche vivere di questo e poter far vivere la comunicazione. In primo luogo, quindi,  andranno messe a punto le opportune strategie comunicative:

– Strategia di posizionamento della identità

– Strategia di marketing e di relazione con gli utenti

– Strategia di marketing e di competizione con i brand concorrenti

– Strategia di cross media strategy, web design, concept publishing.

A questo punto il concept è maturo e le analisi compiute e le verifiche possono permetterci ci avventurarci con sicurezza nella ideazione definitiva dei dettagli progettuali.

Avendo acquisito dati di riferimento stabili e avendo deciso le strategie di comunicazione è possibile procedere coerentemente ad esse senza deviare verso risultati estetici incoerenti.

Il lavoro del concept designer continua per mantenere coerenti le premesse sintetizzate nella redazione di un documento di concept o progetto di concept che definisce l’identità,  la strategia e i tipi di interazione, forme, colori e ogni altro dato fin qui analizzato.

A questo punto poi intevengono numerose professionalità che dovranno essere gestite: le varie categorie di progettisti e tecnici, architetti, ingegneri, impiantisti; le varie figure tecniche coinvolte nell’allestimento dei negozi: ditte di allestimento, fornitori di materiali e di arredo negozi, a cui vanno date precise indicazioni in merito alla esecuzione del progetto perchè non venga mai meno il livello di qualità e di fedeltà alle linee guida del documento di concept.

Il retail design è una disciplina articolata e complessa ma  l’uso del retail concept design per la creazione di qualsiasi punto vendita è imprescindibile in un mercato globalizzato dove il grande sviluppo dei media, dei network sociali, delle reti distribuitive,  mette in crisi i tradizionali metodi di vendita e presentazione delle merci.


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Un anno a colori! Interior design a colori nel 2011.

Il 2011 è l’hanno del colore, della rinascita e della speranza. Dopo ormai troppi anni di crisi e di recessione sul mercato si affacciano nuovi bisogni e l’interior design segue i nuovi indirizzi della moda a cominciare dal colore. HomeHotel Design augura a tutti un anno a colori! e per questo inizia da oggi una rubrica dedicata all’uso del colore e agli effetti psicologici e neurologici dei colori, disciplina molto particolare e di grande attualità che tanto interesse suscita soprattutto in ambito commerciale, non solo in campo artistico, come si potrebbe a prima vista immaginare, o nel campo dei beni culturali.

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Home Staging per la struttura turistica.

L’Home Stager a servizio del turismo. I suoi ambiti di intervento.

In questo articolo cercheremo di affrontare i principali ambiti di intervento dell’Home Stager in ambito turistico ricettivo. Il turismo, come ben sappiamo, non può fare più a meno dell’uso delle immagini per promuoversi. Nascono ogni giorno nuovi portali di intermediazione o circuiti di settore che propongono strutture turistiche e alberghiere e ne promuovono i servizi. La promozione turistica, su internet, come sappiamo, avviene principalmente attraverso le immagini e i testi, che siano immagini statiche o in movimento, e sulla qualità delle informazioni sui servizi forniti. Al momento le immagini sono i principali vettori di informazione che gli utenti usano per selezionare la struttura in cui soggiornare. E’ di fondamentale importanza per le strutture turistiche tenere sotto controllo la qualità della comunicazione e fornire informazioni esatte e veritiere ma anche impressionare l’utente favorevolmente attraverso gli unici strumenti a disposizione.

Tutti i controlli e le verifiche compiute al fine di ottimizzare il grado di percezione attraverso le immagini delle strutture turistiche, ricadono nell’ambito di intervento di uno stager. Il designer di interni che opera interventi di staging per le strutture turistiche alberghiere, difatti, opera uno studio del ‘set’ scenografico di ogni inquadratura fotografica al fine di operare un preciso controllo sulla qualità della comunicazione per immagini su cui l’Hotel basa il suo marketing.

Hotel Brand Reputation. Si inizia dalla qualità delle immagini

Capita sempre più spesso al viaggiatore, visto il proliferare di portali di acquisizione clienti, di siti booking online commerciali o di settore, che poco tengono in conto la qualità generale del servizio di informazione da loro fornita, di operare la ricerca e la scelta del proprio hotel sulla base di foto approssimative, di dimensioni ridotte, di scarsa qualità dal punto di vista della esposizione, della luce e della inquadratura. Le illustrazioni fotografiche spesso non mettono in grado l’utente di operare una valida scelta su base emozionale perchè prive di quei requisiti di qualità standard dovuti all’uso della buona tecnica fotografica. Cosa ben più grave le foto spesso non collimano con la realtà, sono foto non aggiornate o nei casi più gravi dissimili in tutto con la struttura reale. Tralasciando quest’ultimo caso e considerando un dato scontato la buona fede dell’inserzionista, l’utente spesso ha ben pochi elementi per giudicare a pieno la validità della proposta turistica.

Il tema della Hotel Brand Reputation è di grande attualità oggi, con l’avvento del web2.0 che ha dato la possibilità agli utenti in prima persona di parlare e recensire le strutture alberghiere attraverso portali dedicati.  Un principio basilare da seguire per ottenere una buona reputazione online è quello di non creare false aspettative nel cliente e di usare una comunicazione trasparente.  Usare immagini non corrispondenti alla realtà, seppur migliorative, rispetto alla attuale situazione, per ‘vendere meglio’ la struttura, spesso è altamente controproducente.

E’ di fondamentale importanza che non si formi un gap tra qualità comunicata  e qualità percepita dall’ospite in un hotel: se il turista è soggetto a false aspettative, come abbiamo detto, è statisticamente provato che possa derivare un aumento percentuale di recensioni negative derivante dal feedback degli internauti abituati a recensire i loro viaggi.

E’ da considerare che poi spesso gli hotel non hanno compreso appieno il valore della comunicazione o comunque non hanno strumenti per valutare i ritorni di immagine. Il risultato è che i gestori delle strutture tendono a demolire gli strumenti di interrelazione forniti dal web rinunciando al potere che conferisce a loro, quando fossero ben compresi e utilizzati, senza neanche tentare di essere proattivi in tal senso e operare un controllo o una verifica nell’ambito del ritorno di immagine assicurato dalle comunicazioni e dalle rappresentazioni che si danno su internet della struttura. Sarebbe opportuno operare degli split test ad esempio sulle immagini, inserendo immagini attualizzate. Spesso la verosomiglianza paga se si avessero dati alla mano. L’atteggiamento proattivo nel campo della comunicazione per immagini obbligherebbe il gestore dell’hotel o della struttura ricettiva a considerare una revisione di tutto il dossier fotografico sulla struttura, utilizzato nell’ambito del marketing online, e verificare il ritorno di immagine e di contatti derivante dall’uso di immagini attualizzate.

Progettare lo staging per consolidare la reputazione

E’ chiaro che attualizzare l’immagine di un interno presuppone un intervento di recupero degli ambienti. Con un intervento di Hotel Staging si andrebbe ad operare proprio su tutti quegli elementi che caratterizzano l’effetto globale di una immagine di interni.

E’ fondamentale studiare un interno con le tecniche dell’interior design, prima di operare qualsiasi cambiamento. Tali revisioni della architettura degli interni o semplicemente della finitura globale delle superfici,  non necessariamente deve risultare molto onerosa e spesso può consistere semplicemente in interventi di allineamento, rediposposizione, rifinitura a mezzo di semplici complementi, reinterpretazione delle fonti luminose, disposizioni ritmiche, concordanze cromatiche.

Quello che si evoca o si suggerisce attraverso le immagini non è mai scontato. Una diversa inquadratura, con diverso ampiezza focale, con una particolare illuminazione, se ben concepita può essere basata su ‘focus’ diversi e quindi comunicare con intenzioni diverse. Può evidenziare ciò che si decide di evidenziare invece di procedere con una inquadratura casuale. Suggerire comfort, calore; si può puntare sul dettaglio di pregio, a sottolineare l’attenzione per il gusto o l’alto livello di qualità del servizio, piuttosto che concentrare l’attenzione su dettagli funzionali, di buona dotazione tecnologica e trasmettere efficienza, adeguato standard di servizio.

Quello che si vede deve essere quello che si compra e viceversa. All’ingresso dell’ospite nella struttura la situazione deve rispecchiare fedelmente l’intervento di staging che si inserisce quindi nel più ampio ambito della strategia di marketing generale.

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Home Staging. Quando e come utilizzarlo

L’Home Staging, quali i suoi vantaggi

L’Home staging in italia comincia ad affacciarsi sul mercato immobiliare e comincia ad essere recepito come risorsa di marketing da un numero crescente di soggetti.

Primi fra tutti le agenzie immobiliari e gli intermediatori per la vendita di immobili. Sono questi i soggetti che maggiormente sentono il bisogno di dotarsi di nuovi strumenti di marketing e di comunicazione dei loro prodotti. Sono loro infatti che, nel mercato italiano, caratterizzato da una elevata polverizzazione dei prodotti e delle offerte immobiliari, arrivano per primi a percepire il valore che può derivare da un nuovo approccio al cliente che consenta di offrire prodotti per così dire tagliati su misura. La domanda molto variegata ha bisogno di risposte altrettando variegate e capaci di incontrare la domanda del maggior numero di potenziali acquirenti.

Effettivamente cosa cercano oggi i clienti e cosa pensano dei servizi immobiliari: percepiscono la standardizzazione delle procedure dei vari franchising, che , sebbene radicati nel territorio, propongono però un servizio che poco li differenzia fra di loro: la ricerca web degli immobili presenti in banca dati spesso si rivela infruttuosa essendo mancante spesso nei dati essenziali  e non potendo il cliente percepire il valore e la reale consistenza degli immobili. Fenomeno costante in tutto il panorama web, si avverte spesso la mancanza di validi strumenti di documentazione e commercializzazione online dei prodotti immobiliari. Per questo motivo, spesso, dopo ore passate davanti al computer, rovistando fra banche dati e portali di annunci, portali di affiliazione immobiliare e portali di comunicazione corporate, ci si ritrova con un pugno di mosche nella mano.

Risultato? Tanto tempo speso per la ricerca online e nessuna decisione presa. L’unica decisione che spesso possiamo prendere è quella di spendere altro tempo recandosi direttamente in agenzia e affidarsi alla esperienza dell’agente di zona che potrà proporci l’immobile che, a suo giudizio, meglio si  ‘adatta‘ alle esigenze del cliente.

Disporre di un materiale che rende ‘reale‘ l’esperienza di ricerca e mette in condizione di apprezzare a pieno le caratteristiche di un immobile, ancor prima di recarsi di persona a visitarlo, è il primo passo che consente al cliente di avere una prima importante soddisfazione: quella di aver toccato con mano l’immobile dei suoi sogni. Da li il passo è breve:  la visita potrà soltanto confermare quello che il cliente ha già ‘visto‘ e la probabilità di acquisto sarà molto alta. Il tutto riducendo drasticamente i tempi di attesa e di ricerca.

I vantaggi dell’Home Staging e del progetto di comunicazione

I clienti quindi che sperimentano una nuova strategia di comunicazione pensata per loro e i servizi innovativi che derivano da un intervento di Home Staging tenderanno a privilegiare le agenzie che offrono questo nuovo servizio e questo a ‘recurring’ cioè per tutti gli acquisti futuri. L’agenzia o il broker immobiliare ha molti vantaggi nell’articolare il servizio dando valore al progetto di comunicazione:

  • Il progetto di comunicazione consente di valorizzare la proprietà immobiliare di un cliente e determina quindi un ottimo ritorno di immagine per l’agenzia;
  • Il progetto di intervento di Home Staging ha un costo nettamente inferiore rispetto al decremento di prezzo che può scontare un immobile che permane sul mercato per  lunghissimi tempi;
  • Un investimento nel servizio di Home Staging da parte della stessa agenzia viene recuperato largamente dall’aumento provigionale derivante dal mancato decremento del prezzo di vendita. Le agenzie quindi possono anche offrire gratuitamente il servizio di Home Staging;
  • Descrivere l’immobile con un preciso progetto di comunicazione di  Home Staging permette all’agenzia di differenziarsi sul mercato e di acquisire una posizione di rilievo nel mercato puntando spesso a settori di commercializzazione di più alto livello e con maggiore esclusiva.
  • Di conseguenza aumenterà il volume di affari in funzione dell’aumento dei ritorni econimici derivanti dalla singola trattativa che dall’aumento del numero di incarichi affidati.
  • Poter comunicare anche l‘aumento delle statistiche del numero di vendite e i tempi resi necessari alla vendita determina il massimo ritorno di immagine per l’intermediatore.

Quando utilizzare un progetto di comunicazione di Home Staging

Quando si rende necessario l’intervento di comunicazione che ha come fulcro il relooking degli interni operato con le tecniche proprie dell’Home Staging ?

Feedback e statistiche negative. In primo luogo quando si ha una offerta di immobili molto variegata  e di basso impatto estetico o di scarsa qualità edilizia. In tali casi la vendita risulta difficile perchè risente dello scarso impatto che il prodotto immobiliare può avere statisticamente sul numero di clienti potenziali acquisiti. La statistica delle visite dovrebbe tenere conto anche del feedback del potenziale acquirente, dei tempi e delle procedure adottate per illustrare il prodotto. Se i tempi sono lunghi e i clienti soddisfatti,, con feedback positivo a fronte di numerose visite, sono pochi, dovrebbe suonare il campanello di allarme. In questo caso o il prodotto è di scarsissimo valore o la comunicazione del prodotto non è all’altezza della situazione. Continuare a investire tempo e risorse in taluni casi può risultare una remissione.

Frammentazione del mix di prodotti. Avere prodotti immobiliari di diverso tipo, con livelli e target diversi di acquirenti rende difficile gestire il processo di comunicazione. Talvolta un prodotto di basso livello o adatto a un target giovanile viene presentato su canali orientati a un target impegnato o viceversa. Non comprendere il valore e la potenzialità di ciascun immobile può generare un flusso di comunicazione inverso che determina solo feedback negativi.

Caratterizzazioni negative di immagine. Spesso la storia di un immobile, le tracce lasciate sull’immobile dalla vita vissuta all’interno dello stesso, la collocazione nel tessuto storico o in un ambito paesaggistico o urbanistico fortemente connotati, lasciano pesanti tracce che comunicano indipendentemente da ogni altro canale di comunicazione su cui si colloca la proposta immobiliare. Determinati fattori sono capaci di influenzare negativamente e indurre un cattivo  impatto emozionale  sul cliente prima ancora che si possa evere modo di illustrare il prodotto e di influenzarlo emotivamente a prescindere da ogni altro dato che viene proposto e considerato.

Come utilizzare l’intervento di Home Staging. Le regole della comunicazione.

L’Home Staging, ricordiamolo, al di là del progetto di interior design, si basa su un progetto di comunicazione. Le regole alla base della strategia comunicativa sono in realtà poche e semplici se si considera il solo intervento di architettura degli interni e di allestimento. Le operazioni essenziali che scandiscono l’intervento di ‘staging’ – nell’accezione anglosassone del termine come ‘allestimento teatrale’ – sono sei (le cosiddette 6 ‘R’):

1) Ridurre
2) Rinfrescare
3) Riarredare
4) Rivalutare
5) Riparare
6) Ripulire

A prescindere dalle connostazioni estetiche, cromatiche, stilistiche,  che fanno perno sulla sensibilità individuale del designer di interni, lo spirito che anima un intervento di Home Staging dovrebbe essere basato su questi sei obiettivi che in sè e per sè  riassumono il carattere di essenzialità che un intervento di staging deve avere. Non si tratta di stravolgere l’immagine dell’immobile adulterandone il carattere o intervenendo con un progetto di interior design dai forti connotati linguistici. Si tratta invece di concepire un intervento di allestimento degli interni che possa conferire un carattere armonico, dare un senso di pulizia delle linee e permetta allo stesso tempo di potersi concentrare sui pregi e sulle particolarità dell’immobile senza alterare  la percezione.

Un intervento che tenga conto di queste regole può senzaltro costituire una valida base per il progetto di comunicazione e rendere il prodotto immobiliare adatto al gusto di una vasta schiera di potenziali clienti. I clienti distolti da informazioni eccessive non hanno la possibilità di formulare un giudizio e concepire il desiderio di acquisto neanche rivedendo lo stesso immobile più volte. Ricordiamo infatti che il desiderio di acquisto sorge o viene formulato nei primi 90 secondi di visita, durante il quale si prende visione dell’immobile, e tale tempo spesso si calcola a partire dall’approccio immediatamente esterno all’immobile , dalla visita delle parti comuni dell’edificio o del giardino,  fino alla visita interna vera e propria.

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Home Staging. Nuovo look per l’Hotel e il B&B.

Hotel design. L’innovazione del progetto, ospitalità come esperienza.

E’ diventato di vitale importanza oggi, per un Hotel, riuscire a confrontarsi con una richiesta sempre più esigente e un mercato dell’ospitalità sempre piu competitivo. La scelta dell’utente, che  da sempre è stata guidata dalla qualità dei servizi offerti, dal comfort delle dotazioni, dalla comodità d’uso degli arredi e dalla accessibilità dei servizi, oggi è protesa alla soddisfazione di nuove esigenze.  Chi si muove per turismo, o per lavoro, oggi agisce in base a finalità nuove e ricerca emozioni ed esperienze che, nel passato, difficilmente avevano un ruolo così centrale nell’esperienza  di viaggio.

L’innovazione, il gusto e l’immagine sono entrati a pieno titolo fra le priorità di chi soggiorna nelle strutture ricettive a qualsiasi titolo. L’Hotel è diventato, casa, ufficio, museo, luogo di incontro e comunicazione e viene ricercato sempre più spesso per quanto di innovativo, eccezionale od originale possa offrire in termini di esperienza.  Già,  perchè quello che conta è l’esperienza d’uso più che l’uso in se stesso. La ricercatezza fine a se stessa o l’eleganza a tutti i costi non è più l’unico parametro di soddisfazione;  e ad attrarre l’attenzione dell’ utente non sono più il simbolismo legato al lusso e alla retorica della esclusività ma la coerenza di funzioni di uso e di chiarezza di immagine: si promette una esperienza e si offre quella esperienza. La coerenza della strategia di marketing oggi ha numerose variabili e sono tutte legate all’esperienza d’uso.

Lungi dal ricercare sofisticate ambientazioni, l’utente oggi è estrememente pratico ed esigente.Vuole spesso riprodurre il proprio ambiente di lavoro o di vita e in esso ritrovare esaltate quelle prerogative della vita quotidiana, potendo, allo stesso tempo, disporre di comfort inusuali. ‘Benessere‘ sembra essere diventata la parola d’ordine. E il Welness Hotel è lo standard di servizio atteso dall’utente medio e ad esso si riservano, sia negli spazi comuni che in quelli privati,  sempre maggiori ambiti dedicati al perseguimento del benessere o pervasi da suggestioni con una precisa vocazione terapeutica.

E’ anche, e sopratutto negli spazi privati della camera di un albergo, che si ritrovano concentrate tutte funzionalità che fino ad ora erano considerate optional aggiuntivi o dotazioni fuori standard, riservati solamente a certe categorie di hotelspa o  a brand molto esclusivi: il cablaggio tecnologico, la tecnologia informatica, la connettività assieme alla sempre più preponderante strumentazione dedicata al benessere psicofisico, diventano elementi centrali di una corretta progettazione di un hotel dal design contemporaneo.

Come valutare quindi una corretta progettazione di un hotel in funzione delle mutate esigenze di mercato? Quando deve scattare quel campanello di allarme che ci fa valutare la dotazione di un hotel fuori dagli standard di mercato? e come intervenire per garantire il massimo riscontro di mercato con minimi investimenti? Domande a cui cercheremo di dare una risposta nei nostri articoli.

E chiaro che prima di tutto dobbiamo definire e riuscire a interpretare esattamente le esigenze del mercato e dell’utente di riferimento per il nostro business.

Quando è necessario rinnovare il design di un hotel.

Oggi il mercato dell’ospitalità è estremamente attento alle esigenze dei clienti e per questo bisogna essere pronti a recepire i mutamenti di gusto e di attitudine verso l’ospitalità. E’ per questo che la spinta all’innovazione diventa spesso una priorità o una emergenza. Per rimanere sul mercato è richiesta una attitudine verso l’innovazione. E tale innovazione oggi deve essere più frequente e più raffinata di quanto richiesto nel passato: bisogna innovare in termini di immagine ma anche di strategia di servizio. L’utente oggi difatti apprezza una diversificazione delle strategie di servizio molto più ampia che nel passato e opera frequenti confronti durante le frequenti opportunità di viaggio e di contatto con numerosi standard alberghieri.

Molti albergatori si chiedono quali siano i segni premonitori da considerare per operare con urgenza un intervento di recupero dell’immagine per il loro Hotel.  E’ bene avere chiaro quali siano gli elementi utili per riuscire a valutare in che misura apportare un adeguamento di immagine, o di funzione, nell’hotel e nei servizi proposti.  Solo avendo chiaro cosa è effettivamente richiesto dalla utenza sapremo intervenire adeguadamente e identificare le soluzioni appropriate.

Oggi sicuramente l’utente si è allontanato da certi stereotipi e richiede un albergo all’altezza dei tempi. Più funzioni innovative e meno prestigio fine a se stesso.

Se volessimo stilare un utile decalogo che contenga tutto ciò che oggi è percepito in termini negativi, come sorpassato o che non si dimostri affine con le mutate esigenze e tendenze di gusto, otterremmo una lista formata dai seguenti punti:

1. la presenza e l’uso eccessivo di simboli di prestigio, fine a se stesso.

2. la mancanza di strumenti di uso quotidiano

3. la ordinarietà dei servizi privati, sopratutto nella dotazione igienica

4. la ordinarietà dei servizi collettivi, sopratutto nella cura del corpo e del benessere

5. l’uso ridondante di rifiniture e impiego eccessivo di spazi non direttamente connessi al comfort individuale

6. l’uso di procedure complicate che costringono l’utente ad adeguarsi ad altri ritmi non affini alle sue esigenze e abitudini

7. l’uso di suppellettili non ‘user friendly‘ o con scarsa ‘affordability

8. l’impiego di comunicazione ridondante e non direttamente accessibile

9. l’impiego di servizi ridondanti e non commisurati alle reali finalità del viaggiatore

10. l’impiego di un immagine poco coordinata e disorientante rispetto al contesto storico, urbanistico, stilistico

Rinnovare o ristrutturare l’hotel? Progetto di interni o intervento di Hotel Staging?

Per ognuno dei punti che compone il decalogo, sarebbero necessarie delle analisi approfondite che ci consentissero di valutare quale sia l’effettivo impatto che  il servizio, erogato dal nostro hotel, ha sull’utenza. Qualora anche solo uno dei punti si rivelasse come un dato di fatto, sarebbe opportuna una seria riflessione sulla qualità globale dei servizi presenti; ed inoltre andrebbero sicuramente  pianificati i necessari interventi, orientandoli alla correzione di tali incongruenze. Difatti questi dieci punti costituiscono le principali cause di regresso dei servizi e di impoverimento del bacino di clienti soddisfatti acquisito da un hotel. L’interrogativo che ci si pone a questo punto è cruciale: procedere ad una integrazione dei servizi oppure programmare una loro sostanziale revisione.

Staged Hotel. Investire a basso costo nell’immagine

Lo Staging come intervento di adeguamento di immagine per un hotel può essere uno strumento molto flessibile, poco dispendioso e estremamente efficace se condotto con i giusti criteri. E’ può risolvere, attraverso una buona progettazione, buona parte delle problematiche elencate nel decalogo. Un intervento economico non è detto che sia inefficace solo per il fatto che non permette un rinnovamento integrale. Spesso comunicare il rinnovamento e rendere manifesto l’adeguamento dei servizi è questione di suggestioni e di evocazioni. Non necessariamente si deve giungere ad un drastico cambiamento di linguaggio estetico o a una riformulazione integrale dei servizi. Molto spesso gli interni, pur se ben concepiti unitariamente, e pur basandosi su una concezione unitaria di materiali e di forme, sono spesso carenti  dal punto di vista puramente percettivo, esperienziale. Mancano cioè del rapporto vivo e reale con l’utente. Ed è li che si deve lavorare. Hotel experience è la parola d’ordine in fatto di nuovi trend di progettazione alberghiera. Cambiare radicalmente forme e materiali significa rimanere allo stesso punto avendo solo l’illusione di avere rinnovato lo spazio. Cambia la pelle ma rimane la sostanza.

Cercheremo di approfondire nei prossimi articoli  il tema del recupero e del rinnovo ‘light‘, dando indicazioni su quali possono essere nello specifico gli interventi da mettere in atto con le tecniche dello staging e del relooking, in riferimento ad ogni punto del decalogo.

Home staging per la camera d’albergo: tutti la vogliono!

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Home Staging. A Roma oggi si vende con l’aiuto di uno stager

Home Staging a Roma. Lo stato dell’arte.

Da oggi a Roma l’Home Staging è una realtà sempre più vicina. HomeHotel Design mette a disposizione le sue risorse e il suo know how per effettuare interventi di architettura di interni, di interior design e comunicazione a servizio di privati e di agenzie immobiliari che  richiedono un progetto di marketing  orientato alla vendita del loro immobile.  Su richiesta dei singoli venditori o delle agenzie immobiliari lo studio interviene per valutare con professionalità le location proposte e preventivare la sequenza di operazioni edili o di immagine necessarie per confezionare gli strumenti di comunicazione adeguati alla commercializzazione. Saranno prodotte immagini, progetti, video e documentazione tecnica. Ma accanto a queste risorse sarà necessario  formulare anche  un adeguato programma di comunicazione. Cosa ben più importante della semplice progettazione o ristrutturazione.  Già perchè non è soltanto il progetto di design che qualifica un intervento di Home Staging. Ci vuole ben  altro.

Oggi sul mercato immobiliare nazionale, e in particolare nella capitale, cominciano a nascere numerose nuove realtà imprenditoriali che propongono la consulenza di Home Staging. E’ importante decidere a chi affidarsi, riuscendo a  valutare i termini della consulenza e le risorse messe a disposizione. Sicuramente in campo edile ci sono molte realtà mature e consolidate. Il progetto di comunicazione e di marketing collegato all’intervento di interior design richiede professionalità aggiuntive e sinergiche. L’intento della HHDesign è quello di integrare al processo progettuale anche lo studio di fattibilità commerciale e di comunicazione.  Un lavoro che nasce dalla sinergia principalmente con gli operatori del mercato immobiliare ma che trae la sua forza dallo studio e dalla conoscenza dei processi di comunicazione commerciale propri degli interventi progettuali in ambito retail.

A nulla varebbe un investmento che garantisca un valido ritorno nei tempi utili programmati. E’ questo del resto il principale obiettivo di un intervento di Home Staging: determinare una riduzione della permanenza sul mercato dell’immobile determinando, in tempi programmati, l’incontro fra il  prodotto e la domanda. Quindi, quale intervento di riprogettazione di interni può garantire con certezza questo incontro? E’ qui il nodo del problema. Sebbene ci siano molte proposte di design innovative e senz’altro funzionali, non ognuna di queste è in grado di determinare con sicurezza  il giusto risultato. Solo la proposta che prende in considerazione prima di ogni cosa la domanda può, statisticamente, determinare il perseguimento dell’obiettivo: l’incontro fra il cliente ideale e il suo immobile ideale entro i tempi  fisiologici del mercato di riferimento.

Non solo design. L’Home Staging è un investimento.

E si sa: l’ Home staging è un investimento. E ha dei costi che spesso potrebbero essere irrisori rispetto ai vantaggi. Ma bisogna perseguire prima di tutto il vantaggio. E’ un investimento che spesso può rientrare nei costi di gestione propri del processo di intermediazione. Ma sebbene un progetto di Home Staging sia valutato sensibilmente  meno della prima riduzione di valore a cui l’immobile “non-staged” andrà incontro a causa della eccessiva permanenza sul mercato, tale progetto è pur sempre un costo. Facendo un conto molto sommario si calcola che è sufficiente investire dall’1% al 2% del valore dell’immobile in opere di valorizzazione per ottenere degli ottimi risultati che possono determinare, nel migliore dei casi, un incremento di valore pari fino al 20% del valore stimato inizialmente.
Ma il raggiungimento di tali risultati necessita sicuramente un approccio e una gestione del problema con attitudine “imprenditoriale”. Soprattutto considerando che si va spesso ad investire su un immobile la cui proprietà sta per essere trasferita in altre mani e quindi si è poco propensi ad investire ‘affettivamente’ e in prima persona sulla  cura degli interventi di interior design. E’ preferibile, in tali circostanze, lasciare agire un esperto di settore.

Il vantaggio è enorme se ci si affida nelle mani di professionisti del settore: vendere a condizioni ottimali la propria  “vecchia casa” frutterà maggiori risorse da dedicare all’investimento sulla nuova abitazione, nel caso di appartamenti privati o singole proprietà immobiliari. Se ci troviamo nel caso del professionista immobiliare o edile, l’opportunità di alienare in tempi brevi le realizzazioni di cantiere, grazie ad un efficace piano di marketing, abbatterà in maniera sostanziale  l’incidenza degli  oneri finanziari  che nella maggior parte dei casi incidono sui beni immobili; il vantaggio sarà determinato dalla messa a disposizione di nuovi capitali  da reinvestire in ulteriore attività edile.

L’Home Staging e i fattori del marketing immobiliare

Possiamo elencare una serie di fattori su cui il professionista del marketing immobiliare va ad agire, soprattutto nel caso di raggruppamenti immobiliari:

1) Localizzazione all’interno del contesto urbano, tipologia edilizia, rilevanza rispetto al contesto
2) Stato dell’immobile: eliminazione dei fattori di degrado esterni ed interni
3) Estetica dell’immobile: disposizione degli arredi in funzione della tipologia e del target dei potenziali acquirenti
4) Valutazione e tendenze di mercato: analisi della domanda e delle tendenze locali e generali nel mercato immobiliare in funzione delle potenzialità dell’immobile
5) Prezzo di vendita: valutazione dei plusvalori immobiliari generati dai differenti interventi di recupero
6) Neuromarketing emozionale: i fattori emozionali che determinano l’impulso verso l’acquisto di un bene
7) Strategie di comunicazione  di immagine: aumento della qualità percepita, sperimentazione della soddisfazione, spinta verso il coinvolgimento sensoriale, predisposizione della esperienza d’uso, identificazione della personalità

Solo per elencare i principali fattori da prendere in considerazione per un corretto intervento di staging.

Home Staging e Brand Identity immobiliare. Sinergia vincente

L’intervento di interior design, applicato al marketing immobiliare, garantisce risultati certi solo nel caso si riesca a controllare con efficienza tali fattori e con essi molti altri che fanno parte della  più vasta strategia di identificazione di marca o brand identity che, nel caso del marketing immobiliare, persegue l’intermediatore immobiliare o l’imprenditore immobiliare. Una buona strategia di marketing dell’immobile genera inevitabilmente un ritorno positivo sulla identità di Brand.

Come e perchè è importante valutare il valore aggiunto o detratto alla Brand Identity dell’imprenditore immobiliare dalla attività di compravendita per intermediazione?  Se definiamo la Brand Identity come l’ha definita D. Aaker: “… un set di attività (o passività) collegate ad un segno distintivo (marchio, nome, logo) che si aggiungono (o sottraggono) al valore generato da un prodotto o servizio“… possiamo ben comprendere come un set di attività (la vendita e la proposizione dei beni immobiliari agli acquirenti) mal gestito e senza alcun valore aggiunto non possa che andare a detrimento del valore generale del Brand. Al contrario un set di attività coordinato e gestito con un segno distintivo di qualità ha solo un valore positivo che moltiplica esponenzialmente le opportunità di guadagno e di sviluppo commerciale del proprio Brand o azienda.

Il mercato italiano e in particolare il mercato immobiliare romano ha finora tratto poco vantaggio da questo tipo di approccio ‘market oriented’. La vendita degli immobili in Italia ha finora giovato di condizioni congiunturali positive dovute al grande valore del patrimonio immobiliare storico e urbano che forzava la vendita su base finanziaria. In tempi di contrazione del mercato immobiliare, e in tempi di diversificazione del potere di acquisto, solo chi sviluppa un approccio orientato al mercato, ha la possibilità di conquistare maggiori spazi di operatività  che avvicinano clienti difficilmente approcciabili con l’attività  promozionale di tipo tradizionale.  I vantaggi e le quote di mercato conquistabili sono enormi. Il gioco è aperto.

Vendere immobili senza Home Staging? Mai più.

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Vendere meglio casa con l’Home Staging. Come fare.

La documentazione fotografica, un problema più che una soluzione.

Ognuno di noi ha compiuto per lo meno una volta nella vita l’esperienza di una ricerca online,  attraverso siti di proposte immobiliari, portali di prenotazione alberghiera, mercati di annunci, nel disperato intento di individuare, nel tempo più rapido possibile,  la casa  dei sogni, adatta per trascorrere un comodo e rilassante weekend, o il monolocale ideale da affittare per il figlio o per il viaggio di lavoro.

Ognuno di noi sa quanto tempo si rischia di spendere di fronte ad un monitor per sfogliare e catalogare migliaia di pagine di annunci, per selezionare la giusta inserzione, cercando di intuire il valore o la qualità dell’immobile, e la corrispondenza dello stesso ai nostri gusti e alle nostre esigenze. Il primo problema che di solito si affronta  è la selezione di una quantità immensa di informazioni che si presentano affastellate sul nostro schermo, utilizzando le funzioni avanzate per condizionare i criteri di ricerca. I dati associati spesso ci guidano in questa selezione ma è pur vero che l’ultimo criterio che ci guiderà verso la scelta dell’annuncio e verso la decisione di stabilire un contatto con l’inserzionista o con la struttura ricettiva sarà la documentazione fotografica.

Quanto è grande la delusione quando, alle interminabili ore impiegate per definire i giusti criteri di ricerca, non viene dato il giusto riscontro in termini di qualità e quantità di documentazione fotografica disponibile. Ancora più frustrante risulta individuare molti annunci corredati da materiale fotografico ma di pessima qualità o poco rappresentativo del soggetto descritto.

Dobbiamo dire che spesso i sistemi di pubblicazione degli annunci sono autogestiti dagli inserzionisti e non dispongono di adeguati controlli o procedure per selezionare il materiale fotografico; nè tantomeno si può pensare che un utente medio sia in grado di effettuare riprese fotografiche del livello di un professionista posto che il soggetto fotografato sia effettivamente all’altezza di un professionista.

Risultato? Foto sottodimensionate in termini di risoluzione, formati dissimili e tagli dissonanti con il soggetto, ampiezze focali insufficienti, controluce, sottoesposizioni.

I soggetti? interni confusi e disordinati, illuminazione di fondo eccessiva o insufficiente, disordine, disarmonia, babele cromatica, prospettive bloccate, vuote o dirette verso soggetti secondari o di nessun interesse.

Insomma, con questi presupposti risulta veramente difficile poter operare una scelta e soprattutto non si ha la forza di farlo dopo che si è cercato invano di selezionare centinaia di foto incerte e approssimative: alla fine della nostra ricerca siamo sopraffatti da un pesante  stress ottico che ci costringe ad abbandonare i nostri propositi di ricerca.

La navigazione online spesso si risolve in un nulla di fatto. E questo sulla maggior parte dei siti che non hanno un progetto comunicativo e uno studio di usabilità alla base.

Forme, colori, allineamenti e proporzioni: le soluzioni dell’Home Staging.

L’immagine è il prodotto finale di un progetto, è il riassunto di un piano comunicativo. Una immagine che non sia originata da un progetto comunicativo non può che produrre ‘non comunicazione’. Paradossalmente una immagine concepita al di fuori di un preciso progetto comunicativo meriterebbe di essere tagliata fuori dallo stesso processo di comunicazione.   Specialmente se in ballo è la  Brand Identity immobiliare che,  come descritto nel paragrafo ‘L’Home Staging e i fattori del marketing immobiliare‘, può essere influenzata molto negativamente da un cattivo uso dell’immagine e del contesto comunicativo in cui si inserisce. Oggi proliferano anche a vantaggio delle agenzie immobiliari strumenti online di pubblicazione delle proposte commerciali. Ma pochi fra quanti usano tali risorse credo sono coloro che valutano l’efficienza delle stesse risorse in funzione dell’impiego. Al variare del tipo di immagini, infatti, e dei contenuti impiegati, si dovrebbe calcolare lo scarto di efficienza in termini di feedback positivi confrontandoli con quelli negativi. Tecniche ampiamente usate  nel marketing online e che prendono il nome di ‘split test’. La comunicazione su internet è fatta di sfumature molto sottili: cambiare un font o spostare la posizione di un immagine spesso può significare un incremento del 50% dei del feedback e del conseguente numero di contatti. La qualità e la chiarezza dei contenuti come anche la coerrenza di tutti gli elementi che compongono la comunicazione sono i fattori chiavi della strategia di comunicazione in internet.  Investire in marketng online, con tutto il dispendio di tempo connesso alla implementazione dei dati, inserimento foto e testi e riferimenti di contatto, senza avere chiari quali sono i ritorni che si possono imputare ai vari sistemi, può essere anche valutata come una remissione in termini economici.

L’Home Staging permette di comporre una strategia di comunicazione e di poter ottimizzare i ritorni di immagine, partendo dai contenuti per estendere le verifiche e la logica della comunicazione ai contenuti e alla forma.

Gli strumenti usati dall’Home Staging sono semplici ma proseppongono alta professionalità. La sfida si gioca  in termini  coerenza  delle scelte  e in termini di coordinamento generale degli interventi. Si parte da un coerente esame del target di riferimento, delle sue abitudini e del suo stile di vita. Si passa poi all’esame della consistenza immobiliare e si pianificano gli interventi.  Bisogna innanzitutto concentrarci sulle dotazioni tecnologiche e sullo  stato di manutenzione delle varie componenti dell’immobile; questo è il principale presupposto di ogni intervento. Poi si passa al  piano colori che consente di formulare un esatta scala cromatica a cui assoggettare rivestimenti, arredi, complementi di arredo e oggettistica visual;  la scala cromatica deve essere adeguata alle preesistenze ma anche di ottimizzata in funzione dell’impatto visivo in termini di produzione di immagine. Il colore assume anche un importante ruolo in funzione del target di riferimento.  Tramite il colore si condiziona la percezione e la prospettiva luminosa. Al progetto cromatico segue la scelta delle forniture di arredo. L’obiettivo non è arredare in toto lo spazio interno ma quello di suggerire l’uso dello spazio al target di riferimento mettendo in grado lo stesso utente di percepire autonomamente la potenzialità e la suscettibilità di uso di ogni area e subarea di intervento. Il contenitore deve essere suddiviso in subaree di intervento per poter dare la percezione simultanea degli spazi funzionali. Senza questo tipo di intervento gli interni sono indefferenziati e  quindi privi di valore aggiunto che invece conferisce il manifestarsi di una destinazione d’uso percepita. Per questo stesso motivo è importante il controllo prospettico: i punti di osservazione privilegiati devono consentire un approccio simultaneo ai vari ambiti spaziali. L’affastellarsi di oggetti in primo piano o la giustapposizione erronea di oggetti d’uso e di arredo nello stesso ambito spaziale, senza connessione causale, suggerisce inconsciamente un disvalore e contribuisce al depauperamento del valore potenziale di un immobile. Complementare a tutto questo sono gli interventi visual e la regia luminosa: attraverso il sapiente uso delle armonie, dei rimandi, dei ritmi imposti alla visuale dell’utente attraverso l’impiego di complementi di arredo minori, si sottolinea e si guida l’esperienza percettiva andando ad evidenziare ambiti spaziali notevoli. Ci sono precise regole compositive da osservare nell’allestimento di quadri, immagini, disposizioni di oggetti, nel trattamento di piani di calpestio o piani di copertura. Tali regole e armonie condizionano la percezione guidandola e aiutandola nella lettura degli spazi.

Nei prossimi articoli approfondiremo le regole compositive e grafiche che sono alla base del mestiere di un interior designer. Una buona architettura degli interni non nasce dalla improvvisazione nè da una notevole sensibilità personale. Le doti personali possono solo aiutare a comprendere e a guidare la relizzazione di interventi che traggono in ogni caso la loro efficacia dallo studio e dal rigore del progetto.

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